Testimonianze

“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? […] Voi siete la luce del mondo; non […] si accende una lampada per metterla sotto il moggio” (Mt 5, 13-14)

Vogliamo raccogliere qui le nostre testimonianze per dire, a chiunque le leggerà, la bellezza della vita e l’amore di Dio verso ciascuno di noi sperimentato nella quotidianità e nelle esperienze di fede.


Lo stelliere

Ciao, mi chiamo Edoardo, ho 25 anni e sono un sognatore!

Sono nato a Poggibonsi, una piccola città vicino Siena; nonostante la mia passione per l’arte, sono stato convinto a studiare meccanica alle superiori. In quelle scuole ci sono stati dei “grandi maestri”: non parlo degli inseganti, ma di bullismo; …dell’idea di doversi adattare; …di “sopportare e rassegnarsi a una vita che non ti piace ma te la devi far piacere”. Avevo 16 anni e l’arrendermi a questa realtà cupa mi ha portato a frequentare persone poco raccomandabili e ad abusare di una e più sostanze, senza pensare troppo alle conseguenze: era solo un modo per scappare da quella realtà che pensavo di non poter cambiare.

…ma è nel buio che la luce è più evidente!

Nonostante varie difficoltà un giorno trovai su YouTube un video che parlava di questo “mondo interiore” che non solo potevo imparare a conoscere ma se l’avessi conosciuto bene avrei anche potuto cambiarlo. Iniziò un periodo fatto di ricerche tra video e libri, alla ricerca di personaggi o pensieri che potessero insegnarmi e ispirarmi ad essere migliore. Nel frattempo, frequentavo un gruppo di parrocchia, ma ammetto che andavo lì principalmente per scroccare una cena e vedere qualche amico.

Andando avanti con gli anni la mia frequenza diventava sempre più sporadica e le relazioni divennero sempre più distaccate, tanto che dopo aver compiuto 20 anni maturai l’idea di abbandonare il gruppo definitivamente e fu proprio in quell’anno che conobbi suor Giusy delle suore francescane Angeline. Un giorno mi invitò a parlare a casa sua e io, ingenuamente, accettai. Da quella chiacchierata uscì fuori una proposta per insegnare catechismo ai bambini. Il solo pensare di accettare l’incarico mi faceva sentire un ipocrita ed ero visibilmente imbarazzato. Cercando di rifiutare l’invito in modo gentile, suor Giusy disse: “Vabbè tu prova, se poi non ti piace non ti obbliga nessuno”. Accettai!

Dopo un susseguirsi di pandemie e cose varie riuscì a fare la mia prima “lezione” su zoom a questi pargoli di prima media, ovviamente non ero da solo, ma con mio stupore mi piacque tanto. Rivedevo in loro un piccolo me, perso, senza strumenti, senza una minima idea di cosa succedeva dentro loro stessi e dicevo a loro ciò che avrei voluto sentire io, nella speranza di fargli evitare tutte le testate che ho preso e che continuo a prendere dalla vita. Il tutto fu molto utile anche per me perché, nel preparare le lezioni, ripulii quella che era la mia idea della religione, del cristianesimo e di Gesù.

Tutto cambiò ulteriormente dopo un corso fatto ad Assisi a casa delle suore Angeline: il corso si chiamava “La via del Sogno”. Tranquilli: non farò spoiler sul corso! Vi dico solo che per me è stato fondamentale, perché ho capito quanto sono importanti i sogni e come Dio è strettamente collegato a loro; ho capito che è Dio che ci mette quel sogno nel cuore e quel sogno deve essere come una stella che ci indica la direzione. Dopo quei tre giorni la mia conclusione fu capire che “se ti fidi non devi fare niente, ci pensa Lui”.

Il vero incontro è stato nel viaggio di ritorno: stavo facendo il resoconto dei quei giorni e sono ritornato a quel “basta che ti fidi”. Stavo guidando, dritto per la autostrada ma dentro di me pensavo: “Mi sono fidato tante volte anche di persone che non se lo meritavano… Posso provare a fidarmi di Te…”. E in quel momento, come un fuoco da dentro il petto, si espandeva in tutto il corpo, una gioia e una pienezza mai sentita prima mi pervadeva ovunque.

E’ questa la sensazione di figlio amato che raccontavano le suore, quella sensazione che ti fa capire che non ti devi preoccupare di niente perché c’è qualcuno lassù che si prende cura di te e ti ama a prescindere da tutto.

Sono passati quasi quattro anni ma mi sembra passata una vita! Sono successe tantissime cose, viaggi, incontri, …mi sono licenziato tre volte da posti uno meglio dell’altro e ora mi ritrovo a studiare a Pisa come studente e come maestro di religione alle elementari

…con il sogno di poter accendere qualche stella nel cuore di qualcuno!

VIVI LA VITA, VIVI LO STUPORE, VIVI CON AMORE!

Partiamo dall’inizio: sono nata in una famiglia normale, come tante altre, andavo all’oratorio, facevo sport e vivevo una vita tranquilla.

A 15 anni ho avuto il mio primo fidanzato, ma ancora non capivo niente né dell’affettività, né dell’amore …a dire il vero mi sembra che non capissi proprio niente! Quando ci siamo lasciati, semplicemente continuavo a vivere lasciando che le cose accadessero, senza dar loro grande importanza fino a quando, a 19 anni, ho partecipato ad un corso di esercizi spirituali (manco sapevo cos’erano…), per accompagnare una mia amica che si era iscritta. Qui ho conosciuto un seminarista che mi ha fatto intuire quanto fosse bello e coinvolgente “stare” con il Signore; forse era quello l’amore che non avevo ancora conosciuto e per cui valeva la pena?

Da quel momento tutto è cambiato: volevo capire, volevo conoscere e continuare a “stare” con questo Dio di cui tanti parlavano ma che nessuno mi aveva mai presentato davvero. E in questa cosa mi ci sono buttata fino al punto da chiedere a Lui che cosa dovessi fare della mia vita e Lui, il Signore mi ha parlato. Sì, in quell’occasione sono sicura che mi ha parlato! nell’unico modo in cui Lui ci parla: attraverso la Sua Parola. Leggevo in quel periodo la bibbia, mi raccoglievo e leggevo a caso dei brani per pregarli e, quel giorno, a quella domanda la risposta fu:

La porterò nel deserto e le dirò parole d’amore…

Allora mi chiamerà ʻMarito mioʼ e non più ʻMio padroneʼ…

(Osea 2)

 

A queste parole non ho potuto resistere e mi sono letteralmente innamorata di Dio, per Lui era ogni mio pensiero, ogni mio desiderio; davvero ora non volevo altro che stare con Lui per tutta la vita. La quotidianità cercava di risucchiarmi per tornare alla passività di un tempo, ma adesso tutto era diverso. Di lì a poco, il don del mio oratorio, mi ha indirizzato verso l’ideale della consacrazione, ma, non so se sapete che gli Istituti religiosi femminili sono numerosissimi e quindi: come scegliere???

Non c’è stato bisogno di scegliere… Per una “casualità” (quanto spesso l’operato di Dio nella nostra storia viene scambiato per “il caso”) ho conosciuto le suore francescane Angeline ad Assisi e ho provato quella stessa sensazione di qualche anno prima e mi sono ritrovata a pensare: questa è la mia famiglia, qui voglio vivere, con loro e come loro!!!

Le sorelle che ho conosciuto non erano di certo perfette, ma la loro vita diceva qualcosa che era “oltre” i gesti e le parole; il loro stare insieme solo per il Signore mi ha riportato a quella gioia immensa e vera di vivere per il Signore e con il Signore. Così Dio mi ha scelto e io ho scelto Lui, in questa che è diventata la mia nuova grande famiglia. Grande perché mi ha donato, come dice il Vangelo, case, sorelle e madri molto più di quanto avrei potuto immaginare e meritare, e fratelli e figli e amici che, ogni giorno, porto nel cuore e per i quali prego e soffro e ora, finalmente, AMO!!!

Suor Alessia

ET ONNE TEMPO

Ecco le testimonianze di due giovani che hanno scelto di partecipare al Ritiro di fine anno e Capodanno “Et onne tempo” dal 29 Dicembre al 1° Gennaio 2025.

 

Sono Silvia,

ho 24 anni, vivo in provincia di Como e lavoro nella scuola primaria come insegnante. Dal 29 dicembre 2024 al 1° gennaio 2025 ho vissuto il ritiro di fine anno e il Capodanno accolta dalle suore francescane Angeline. Con quattro amiche sono partita spinta dal desiderio di vivere nuovamente la gioia trovata ad un corso del SOG precedentemente seguito e desiderosa di concludere e iniziare il nuovo anno con un’esperienza che mi permettesse di vivere questo passaggio in modo nuovo. Durante questi giorni la gioia e l’entusiasmo non sono mancati e un’esclamazione che ho ripetuto più e più volte è stata: “CHE BELLO!”.

“Che bello”… poter riscoprire di avere un Padre che ti ama e che non ti abbandona nelle tenebre ma ti accompagna.

“Che bello”… poter vedere così tanti giovani come me desiderosi di non accontentarsi ma di approfondire la fede e il dono della vita.

“Che bello”… poter conoscere tante persone nuove e stupirsi delle loro storie, per fermarsi poi a riscoprire la bellezza della propria vita.

“Che bello”…  pregare, riflettere e divertirsi con altri giovani!

Silvia

 

 

Ciao a tutti!

Sono Giulia, ho 20 anni, sono di Como, ma studio Logopedia a Milano. Sono qui oggi a testimoniare la bellezza del ritiro di fine anno e del Capodanno che ho vissuto, accompagnata dalle suore francescane Angeline e da un bel gruppo di giovani, proveniente da tutta Italia. Che meraviglia ripensarci! Questa esperienza mi è stata proposta da alcune amiche che, grazie al loro entusiasmo, mi hanno convinto a partecipare. In questi giorni ho avuto modo di riguardare all’anno passato non con uno sguardo inquisitore, pronto a sottolineare gli errori, ma con uno sguardo più attento, volto ad evidenziare soprattutto le opere che il Signore ha compiuto nella mia vita. Oltre a questo, ho compreso l’importanza del silenzio e del prendersi un momento di isolamento dalla frenesia. Sono tornata a casa con tanta serenità, pienezza e gratitudine, ma anche con la conquista di alcune consapevolezze. “Tu sei il figlio mio, l’amato”: ecco, questo versetto del Vangelo di Marco riassume perfettamente quello di cui ho preso coscienza, ed è bellissimo sentirsi amati e voluti incondizionatamente da Dio.

Giulia

DIO RENDE STRAORDINARIO L’ORDINARIO

Tu sei prezioso ai miei occhi, sei degno di stima e io ti amo.

(Is 43,4)

Era l’anno 2000, quando queste parole del profeta Isaia toccarono il mio cuore in modo particolare e, da quel momento, tutto sarebbe cambiato. 

In quell’anno, mi stavo preparando all’esame di maturità, vivevo una vita apparentemente tranquilla, con una bella famiglia unita, i miei impegni di animatrice in oratorio e di volontariato in croce rossa, un gruppo di amici molto cari… nel mese di marzo, nel mio paese, Santena, in provincia di Torino, una cinquantina tra frati e suore di Assisi, irruppero nella tranquilla e un po’ monotona realtà cittadina, per una missione popolare. Durante un incontro per i giovani, ascoltando la Parola, per la prima volta feci esperienza di un Dio che è Padre, che mi amava di un amore unico, proprio nei miei limiti e nelle fragilità che portavo nel cuore. Il Signore era venuto nel mio quotidiano per stravolgerlo con la bellezza del suo amore. Da quell’esperienza incominciai un cammino di fede, accompagnata da un frate e da una Suora Angelina. Il cammino mi portò a fare l’esperienza più significativa della mia vita: la missione nella Rep. Dem. del Congo. In quella realtà, a fianco delle Suore Angeline, feci esperienza dell’essenzialità, della povertà, della gioia autentica: mi sentivo nel posto giusto!

Il Signore mi stava chiamando a qualcosa di più grande, ad uno “stare” con Lui in modo diverso, nel dono gratuito a tutti. Mi insegnava la “restituzione” grata per quanto ricevuto, a cui S. Francesco ci invita. Dopo un tempo di discernimento, dissi il mio Sì al Signore, nella famiglia delle Suore Francescane Angeline: questo è il posto per me, dove mi sento da sempre a “casa”, dove Madre Chiara, grande donna di relazione con Dio e con gli altri, mi conduce nella ricerca della volontà del Signore e della fiducia in Lui, che sempre fà belle tutte le cose. Lasciati anche tu stravolgere la vita dall’amore di Dio!!

Quanta gioia e quanta bellezza!!

Suor Margherita

CHIAMATE ALL’AMORE

Ecco le testimonianze di alcune giovani che lo scorso anno hanno partecipato al percorso “Come un prodigio”.

Sono Amanda, ho 28 anni e sono un’infermiera. C’è da dire che il mio incontro col Signore risale giusto a poco più di un anno fa. Eppure, la scorsa primavera ho concluso il percorso “Come un Prodigio” tenuto dalle suore francesca Angeline a Santa Maria degli Angeli. Grazie proprio a questo percorso in più tappe ho pian piano preso consapevolezza di molte cose. Ma oggi scelgo di raccontare quella, a mio avviso, più importante: il vero significato del mio nome. Amanda viene dal latino e significa “colei che deve essere amata”. Ho sempre pensato che significasse semplicemente essere circondata di persone che mi vogliono bene, ma ad un certo punto e frequentando le varie tappe, si è accesa in me una lampadina, che potrebbe sembrare banale, ma che per me è stata come un neon accecante in una grotta: è il Signore che mi ama. Ho capito che non importa quanto io possa sentirmi sbagliata o possa sbagliare, perché ai suoi occhi non sarò mai sbagliata; posso solo sbagliare ed essere amata ancora, ancora di più. Poi, ho capito qual è la mia vocazione? Diciamo che adesso ho degli strumenti per capirlo; devo ancora capire la forma da darle nel concreto, ma ho la certezza che il mio desiderio è quello di vivere una vita con l’ambizione di amare come Lui ha amato noi.

Amanda

 

Mi chiamo Benedetta, ho 27 anni e ho sempre fatto fatica ad accertarmi e a volermi bene. Perciò, quando ho saputo del corso “Come un Prodigio” ho sentito che era il momento giusto. Quasi un anno fa, ho deciso di intraprendere questo cammino, per fare un regalo a me e anche ad una persone speciale, perché sentivo che non sarei mai stata in grado di amare e donarmi pienamente se prima non avessi imparato ad amare me stessa. Tutto è incominciato con queste parole: “Hai fatto di me una meraviglia stupenda”. Non posso dire che sia stato indolore, ma tappa dopo tappa, sono riuscita, sotto la guida delle suore francescane Angeline, ad andare a fondo all’origine delle mie zone d’ombra, delle mie insicurezze e ho imparato ad abbassare le mie difese per poter far entrare la luce della Grazia di Dio in quelle ferite permettendogli di guarirle. Perché è solo mettendomi in ascolto della Parola che ho potuto conoscere Dio attraverso di essa e così mi sono (ri)conosciuta come Figlia amata e protetta. Non potrò mai ringraziare abbastanza suor Sara, suor Maria Paola e suor Federica per l’esperienza che mi hanno fatto vivere e tutte le mie compagne di viaggio che mi hanno toccata nel profondo con le loro storie uniche e prodigiose.

Benedetta

 

Stare in famiglia!

Ecco le testimonianze di alcuni giovani che hanno partecipato alle giornate di spiritualità, per fare memoria dei 140 anni dalla fondazione dell’istituto delle suore francescane Angeline e dei 190 anni dalla nascita di Madre Chiara, tenutosi a Castelspina in Piemonte dal 27 al 29 Settembre 2024.

 

FAMIGLIA, questa è la parola con cui riassumo la XXIX giornata di spiritualità a Castelspina. Vivere questa esperienza circondata dall’amore delle suore francescane Angeline mi ha lasciato un insegnamento prezioso: basta poco per sentirsi a casa, basta un tavolo, qualcuno che ti accoglie e, ovunque siamo, con chiunque siamo, dove sono le Angeline, ciascuno trova una sedia per sedersi.

Elisa

 

Dopo aver conosciuto le suore francescane Angeline durante la marcia francescana per me poter essere presente in queste giornate ha permesso di vivere insieme a loro un momento intimo e familiare nella loro casa madre. Porto a casa il ricordo di una giornata speciale in un luogo speciale.

Giovanni

 

Poter vivere con la famiglia Angelina anche solo una giornata è stato per me una grande gioia. Il tempo insieme è trascorso nell’allegria e nella fraternità. Sono stata colpita dalla loro spontaneità e semplicità. Tutto questo non significa che non siamo andati in profondità. Questa è la loro grande qualità, il saperti accompagnare al cuor della tua vita ma non con pesantezza. Mi porto nel cuore la catechesi di padre Francesco Piloni, in particolare del verbo “edificare”, e spero affinché io possa essere edificata per edificare, noi cristiani possiamo nella grazia di Dio edificarci vicendevolmente.

Letizia

 

“Solo quando sento calore e fiducia trovo il coraggio di aprirmi e spendere la vita”: padre Francesco Piloni ha detto questa frase durante la veglia in ricordo del transito di Madre Chiara, e credo racchiuda la perfetta sintesi della mia esperienza con le Angeline in questi giorni. Circondata da queste sorelle interiormente libere di essere loro stesse nella gioia, bastavano due parole e sembrava di conoscerle da una vita. Come sentirsi a casa. Porterò nel cuore i volti grati di tanti laici (Italiani, Argentini, Boliviani, Brasiliani) felici di aver incontrato le Angeline nel loro cammino.

Denise

VIVO CON TE

Ecco le testimonianze di una marciatrice e di un guastatore che hanno partecipato alla 42° marcia francescana “Vivo con Te”.

Ciao, mi presento, sono Mariapia, ho 21 anni e studio medicina a Perugia, città in cui vivo da quando ho fatto le valigie, lasciandomi alle spalle l’eco dei rintocchi delle campane di Agnone, paesino di montagna in cui sono nata. Perugia e poi Assisi sono state mete a cui non avrei mai previsto, immaginando la vita da fuori-sede, ero inquieta e mille erano i dubbi che abitavano in me circa la scelta universitaria, il mio passato… Forse, stavo tralasciando la domanda più importante di tutte: quella sulla mia fede! Questa fame di senso che mi abitava, ha trovato radici durante i giorni di grazia della 42° marcia francescana, in cui ho scoperto di stare vivendo al 10%, di stare perdendo non solo tempo, ma anche vita proprio come da una ferita si perde sangue. Di fronte a queste verità, le difese vengono meno e ci si spoglia, anche perché, il primo modo per curare è scoprire le ferite dalle loro bende. Così, come il malato, che per lasciarsi curare le ferite le scopre, anche noi marciatori abbiamo abbandonato la nostra chiave di lettura e ci siamo lasciati curare, guarire, risorgere! Questa esperienza di amore mi ha permesso di vivere, già ora, la promessa di vita in abbondanza che il nostro Dio ha da sempre pensato per noi, ho potuto riconoscermi figlia di un Padre che si fa presente attraverso i fratelli e le sorelle. “Fatti vivo e donati” sono parole preziose ricevute nei giorni della marcia, come coordinate, affinché io possa vivere ricercando costantemente quel volto misericordioso che ho conosciuto, coltivando nella quotidianità il seme di verità che mi è stato donato.

Mariapia

 

Ciao a tutti!!! Sono Lorenzo, ho 26 anni, vivo ad Alessandria a pochi minuti dalla casa madre delle suore francescane Angeline a Castelspina! Quando mi è stato proposto di fare servizio alla marcia francescana non ci ho pensato due volte e ho subito accettato la proposta, perché dopo quello che ho ricevuto l’anno scorso da marciatore avevo proprio il desiderio di restituire con il servizio tutti i doni ricevuti. L’esperienza da “guastatore” ti permette di togliere “l’io” e poter mettere al primo posto la persona che in quel momento ha più bisogno di te. Nonostante le fatiche, poter tendere la mano e poter nel tuo piccolo aiutare un tuo fratello in difficoltà ti ridona molto di più, versare l’acqua ad un assetato, donare un sorriso, alleggerire il peso della fatica, tutte cose gratuite che possiamo fare senza il bisogno di inventarci chissà che cosa e proprio come diceva san Paolo “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Ritorno nel quotidiano con la consapevolezza che basta davvero poco per aiutare il prossimo, rendersi disponibili alle esigenze della persona che hai a fianco perché è proprio nell’amare senza la pretesa di ricevere nulla in cambio che sperimenti la gioia piena.

Lorenzo

Scoprirsi nel servizio!

Ecco le testimonianze di alcuni ragazzi in servizio al Time Out, un’esperienza dedicata ai ragazzi dai 16 ai 18 anni per fermarsi a gustare la bellezza di riscoprirsi figli amati da Dio.

Ciao a tutti, mi presento: sono Damiano, ho 35 anni e vivo nella mia amata città: Bologna. Quest’anno ho deciso di tornare a fare servizio al Time Out 2, perché sentivo che dovevo rimettere al servizio degli altri i miei talenti. Così mi sono alzato dalla mia zona confort e mi sono buttato nella mischia. A Santa Maria degli Angeli ho condiviso i miei spazi con giovani provenienti da diverse zone d’Italia. Durante le salite ad Assisi ho potuto ascoltare, oltre alle fatiche fisiche dei ragazzi, le loro grandi domande: “Ma quanto è bello e allo stesso tempo difficile amare?”, “Io non so se sono credente, ma secondo te è sbagliato credere in Dio?”, “Damiano sai che ho capito di essere schiavo del mio cellulare?”.

Il Time Out nel linguaggio sportivo è un momento di interruzione del gioco; ecco questi ragazzi hanno vissuto un momento di sospensione delle loro vite permettendo così di ascoltarsi e interrogarsi su cose grandi.

Damiano

 

 

Ciao a tutti! Mi chiamo Elisa e ho 24 anni. Quando mi è stato chiesto di far parte del gruppo servizio al Time Out 2 ho esitato un istante prima di confermare la mia presenza, temevo di non essere la persona giusta ad offrire il mio aiuto in tale occasione. Non avevo mai fatto un’esperienza di servizio, sono sempre stata una ragazza silenziosa e riservata e non mi ero mai relazionata con ragazzi così giovani fino a quel momento.

Alla fine ho deciso di sfruttare al massimo questa occasione per conoscere meglio i ragazzi e confrontarmi con loro. È stato meraviglioso ascoltarli, vederli aprirsi ogni giorno di più con me e i loro sorrisi quando portavo loro le merende mi ripagavano di ogni fatica.

Inoltre in quei giorni è cambiato il mio modo di approcciarmi alle difficoltà. Prima di questa esperienza il mio motto era “chi fa da sé, fa per tre”, credevo di bastare a me stessa, di farcela da sola. Presto mi sono resa conto che non sarei mai riuscita a trasportare i carichi pesanti per i pasti e il materiale per le attività contando solo su me stessa. Così ho iniziato ad affidarmi ai miei compagni di servizio, in modo particolare a Suor Mara e le altre Suore Francescane Angeline di Casa Laudato Sii formando con loro un’ottima squadra ricevendo aiuto prezioso nei momenti di sconforto.

Torno a casa con la gioia di essere stata utile ed essenziale per tante persone e con la consapevolezza di rimanere per sempre nei ricordi dei ragazzi che ho incontrato.

Elisa

 

 

Il sogno dell’annuncio del Vangelo con i giovani delle Amazzonia… è realtà!

Nell’immensa regione amazzonica, dove la maggioranza della popolazione è ancora giovane, esiste una grandissima diversità di etnie, costumi e culture. In questa realtà ci siamo noi, sorelle Angeline, inviate a portare la Parola di Dio con gioia e gratitudine.

La Chiesa ha ascoltato gli appelli di Papa Francesco a vivere la sinodalità, cioè a camminare insieme per potere offrire ai giovani la speranza. Per questo la regione Nord II del Brasile, che comprende gli stati del Pará e dell’Amapá, ha organizzato corsi di formazione con l’obiettivo di formare adulti che accompagnino, poi, i giovani nel loro cammino di maturazione umana e di appartenenza ecclesiale.

Nell’arcidiocesi di Santarém, noi Suore Francescane Angeline siamo amministratrici dell’Area Pastorale di Santa Chiara, che è composta da trentacinque comunità ecclesiali. Il nostro compito è prenderci cura della vita spirituale, sociale e culturale delle persone che ne fanno parte. Durante l’anno abbiamo cinque obiettivi da realizzare per i giovani: la scuola di formazione giovanile; un ritiro spirituale; una veglia mariana; le missioni Angeline e la marcia Francescana.

Per formare i giovani a vivere il Vangelo come messaggio di salvezza di gioia annunciandolo con la vita e la parola, abbiamo dato inizio nel 2017, in occasione del Giubileo della Misericordia, alle missioni Angeline, il cui obiettivo è evangelizzare i giovani con i giovani. San Francesco e Madre Chiara sono sempre compagni di viaggio in queste esperienze semplici e gioviali, insegnando a tutti di mantenere lo “sguardo fisso su Gesù”.

Nel 2023, anno nel quale la chiesa brasiliana ha promosso un anno vocazionale, si sono svolte le Missioni Angeline nella Parrocchia denominata della Divina Misericordia. Hanno partecipato centoventi giovani. Durante quei giorni abbiamo presentato, come figura vocazionale, la nostra fondatrice, Madre Chiara Ricci. Conoscerla più da vicino ha fatto sì che i giovani scrivessero lettere chiedendo a lei le grazie necessarie per vivere secondo la volontà di Dio e suscitando nei loro cuori un forte desiderio di santità.

Quest’anno a luglio vivremo nell’area pastorale di Santa Chiara, dove è la sede della nostra missione, la VI edizione delle Missioni Angeline!!!

Il tema sarà: “Avere gli occhi fissi su Gesù” e saremo aiutate dal testo della lettera agli Ebrei (12,1-2), dove si legge: “Fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta”. La scelta del tema è data dal desiderio di suscitare nei giovani la certezza che solo nel Signore c’è il vero senso della nostra vita. Perché tutto parli di questa gioia ci stiamo organizzando anche con delle meravigliose magliette colorate!

Siamo veramente grate di poter annunciare il Vangelo là dove siamo chiamate a promuovere la vita e vita in abbondanza.

 

Con affetto, Suor Marlene

La gioia nel donarsi

Ciao a tutti! Sono suor Marina, ho 88 anni e sono originaria di Monteleone Sabino in provincia di Rieti. Sono nata e cresciuta in una famiglia cristiana. Fin da piccola partecipavo molto alle iniziative della mia parrocchia. Nel mio paese era presente una fraternità delle suore francescane Angeline, erano parte attiva della comunità e in modo particolare si occupavano dei giovani. La loro realtà era molto bella e io vedendo le altre ragazze del mio paese frequentare attivamente, iniziai a partecipare alle attività che proponevano e vedevo che questa loro donazione ai giovani era un segno che il Signore mi voleva al suo servizio.

Durante il tempo della quaresima, nella mia parrocchia, ci furono le 40 ore di preghiera davanti al Santissimo ed io, decisi di riservarmi un’ora. Quell’ora, oggi, posso definirla come la svolta per la mia vita. Fu un tempo di silenzio e di ascolto della voce di Dio e, entrando sempre più in intimità con Lui, ho iniziato a interrogarmi sulla mia vocazione, cosa Lui desiderava per me. Uscita da quella Chiesa ero molto entusiasta e avevo una pace nel cuore. In quel periodo mio padre era malato e andavamo a prendere le medicine da suor Speranza: appena arriviamo al campanello lei era già lì per noi e io, dentro di me, pensavo alla bellezza del donarsi agli altri. Lei è stata una figura fondamentale per la mia decisione e mi ha fatto capire concretamente quanto siano importanti le piccole le cose e il poter dedicare la propria vita agli altri.

All’età di 16 anni, il 2 Ottobre 1952, decisi di entrare nella congregazione delle suore francescane Angeline nel convento di Torino.

Appena entrata ho provato la grande gioia di dedicare e donare la mia vita al Signore e agli altri.

In questi anni di consacrazione ho fatto tante cose belle: ho lavorato con i giovani ad Assisi, accompagnandone alcuni alla consacrazione.

Finito il mio servizio ad Assisi mi sono trasferita a Castelspina, dove oggi vivo. È un luogo che amo, è il luogo dove ha vissuto la nostra fondatrice Madre Chiara ed è qui sepolta, una donna di fede, speranza e carità. Quello che più mi ha attratto della vita di Madre Chiara è stato il suo equilibrio e lo spirito di accettazione della realtà che viveva e che cerco anch’io di incarnare nel mio quotidiano. Ringrazio Dio per il dono di Madre Chiara e per la congregazione!

In questo momento vivo questo tempo che mi rimane con tanta serenità, vivo minuto per minuto, giorno per giorno continuando ad amare la vita e Dio.

suor Marina