Testimonianze

“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? […] Voi siete la luce del mondo; non […] si accende una lampada per metterla sotto il moggio” (Mt 5, 13-14)

Vogliamo raccogliere qui le nostre testimonianze per dire, a chiunque le leggerà, la bellezza della vita e l’amore di Dio verso ciascuno di noi sperimentato nella quotidianità e nelle esperienze di fede.


Infinitamente buono

 

Ecco le testimonianze di due marciatori della 40° marcia francescana “Infinitamente buono”! 

 

Ciao a tutti, sono tornata da poco da un’esperienza piena di vita che vi voglio raccontare!

Prima di tutto mi presento, mi chiamo Gloria, ho 31 anni e vengo da un paese non troppo lontano da Assisi. Sono infermiera, un lavoro bellissimo ma che mi ha obbligata per sei anni a vivere con la valigia in mano in giro per l’Italia, prima di tornare due anni fa, al mio paese di origine a San Mariano, in provincia di Perugia.

Sebbene la vicinanza con Assisi, ho conosciuto la realtà dei frati e le suore solo l’anno scorso.

Partire otto anni fa per lavoro, a circa 500 km da casa, era stato davvero semplice. Una valigia, poche esperienze di vita, una laurea e tanto desiderio di conoscere il mondo e un po’ troppa ingenuità. Iniziai una vita apparentemente spensierata perché vissuta in superficie, una “vita frullatore” direbbe suor Sara, di quelle in cui ti riempi le giornate e non hai molto tempo di pensare a dove stai andando. Per mia fortuna il mixer che frullava tutto ad certo punto fu interrotto da una pandemia, una malattia in famiglia e una relazione finita male.

Così alla soglia dei quasi trent’anni iniziai a fare i conti con le relazioni di cui mi ero circondata in quegli anni e alla qualità della vita che stavo “vivendo” e con la coda tra le gambe me ne tornai nei pressi di casa.

Per una serie di Dio-incidenze, bussai alla porta della casa “Laudato Sii” delle sorelle Angeline che mi accolsero come nessun altro aveva saputo fare in quel momento molto buio per me, e da quel giorno cominciò ad aprirsi uno spiraglio di luce nella mia vita che tutt’ora inseguo e perseguo.

Proprio in questa casa sentii parlare per la prima volta della MARCIA FRANCESCANA dalla testimonianza di un’infermiera come me che raccontava che dopo una relazione finta male, con un matrimonio già organizzato, incontrò Dio e da lì tutto assunse un senso.

Il giorno della testimonianza, Valentina, con due bimbe in braccio e una nel passeggino, un marito innamorato, ma soprattutto con la luce di Dio negli occhi, mi parlava del perdono di Assisi e della marcia francescana come una grazia ineguagliabile.

Il parallelismo della storia di Valentina con la mia vita mi diede la spinta per iscrivermi e partecipare a questo sciame di luce che da Cortona alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, ha toccato le strade di questi posti santi.

Un’esperienza ricca di vita che mi fatta sentire dopo tanto tempo di girovagare, al posto giusto, presente a me stessa, in relazione con un Dio che mi ama più di quello che credessi, che non aspettava altro che iniziassi a camminare con lui.

Penso che la marcia sia proprio la metafora della vita: camminare con tanti ragazzi giovani, tutti alla ricerca della propria strada, guidati nella fede da frati e suore e tutti con la stessa meta finale, mi ha regalato la consapevolezza di quanto Dio mi ama e vuole il meglio per me. Ho potuto riconoscere Dio in ogni persona che mi ha affiancato per qualche tratto di strada e che quindi ha alleggerito la salita facendomi dimenticare le mie vesciche e dolori (le difficoltà della vita), mentre mi raccontava la sua storia, e quindi dandomi delle chiavi di lettura per leggere la mia.  Ogni persona è stata davvero un dono per me.

Cosa mi porto a casa? Il dono di sentirmi figlia amata e voluta da sempre ed il desiderio di continuare a camminare con Lui in questa relazione meravigliosa d’amore e fiducia in cui io posso mostrare la parte più nascosta di me e quindi anche quella più vera, di fronte ad un Dio che è pronto ad accogliere e ad amare poiché INFINITAMENTE BUONO.

Gloria

 

 

Mi chiamo Michele, ho 34 anni, sono pugliese ma da 15 anni vivo a Milano.

Da 3 anni quasi per caso, o per Dio-incidenza, ho iniziato un cammino spirituale con la GiFra (Gioventù Francescana) attraverso cui sono venuto a conoscenza del Sog e delle Suore Francescane Angeline.

Ci tenevo davvero tanto a partecipare alla marcia perché ho sentito tante testimonianze di ragazzi e ragazze a cui la marcia ha lasciato qualcosa di bello. Quando ho chiamato per prenotare era già tutto pieno ma mi sono messo in lista fiducioso. Due mesi prima della marcia mi chiama suor Sara per dirmi che si era liberato un posto, per me è stata una grande gioia, sarei andato alla marcia! Sarebbe stata un’ottima occasione per fare discernimento sulla mia vita.

I primi due giorni sono trascorsi in allegria ma dopo sono venute fuori le mie ferite e le mie povertà. Non è stato semplice affrontarle e non sono neanche stato tanto bravo a gestirle però, anche se è stato doloroso, sono contento che siano venute fuori. Sono fermamente convinto che si possa crescere e migliorare costantemente per cui la marcia è stata un’ottima occasione di crescita e per questo ne sono grato.

Inoltre la marcia mi ha lasciato un forte desiderio di preghiera quotidiana. Prima della marcia ero stato invitato spesso a pregare costantemente e per alcuni periodi mi ero messo di buona lena e ci ero anche riuscito. Ma quando ne senti il desiderio è diverso. Percepisci che la preghiera è diventata qualcosa di bello che arricchisce la tua vita e di cui non puoi più farne a meno.

La mia marcia è stata complicata ma sono contento che sia stata così. E’ stata un passo del mio cammino, ne dovrò fare molti altri, citando Chiara Corbella, un piccolo passo possibile alla volta, ma ehy sto camminando! …ed è bellissimo perché, nonostante tutto, mi fa percepire l’amore del Padre, mi fa sentire amato.

Michele

 

Incontro al Padre

Da pochi giorni si è conclusa la 40° marcia francescana “Infinitamente buono”. Tanti marciatori, provenienti da vari parti d’Italia, si sono riuniti per camminare verso l’abbraccio misericordioso del Padre che ci ama di un amore infinito.

Mettiamoci in ascolto delle parole di suor Sara!

 

 

La Via del Sogno

Ciao a te che per la volontà di Dio ti sei ritrovato a leggere queste poche righe!
Io sono Fausta, una studentessa-lavoratrice di un paesino sperduto della Toscana, ho 22 anni e da quattro mesi il Signore mi ha donato la grazia di poter riconoscere la bellezza della fede cristiana ed iniziare a viverla a pieno nella mia vita.
Una grazia immensa considerato il mio passato da atea polemizzante e profondamente in collera con l’esistenza ed il creato. Nonostante il cuore chiuso che mi ritrovassi, in una famiglia di cristiani, seppur non praticanti, è difficile non imbattersi in qualche discussione sui santi o sulla pseudo-teologia spicciola. Dio è sempre stato nella mia vita, aspettando che lasciassi uno spiraglio in quella nube di rabbia e amarezza. Solo adesso riconosco che il Suo amore ha potuto agire in me oggi anche grazie al fascino delle vite dei santi, testimonianze fortissime di cambiamenti radicali. Ricordo che, quando mi ritrovai a studiare la vita di San Francesco al liceo, rimasi sbalordita: “Come può un ragazzo che aveva tutto cambiare in modo così radicale nel giro di così poco tempo?”. Nonostante non credessi era impossibile non vedere che qualcosa avesse agito nella sua vita, qualcosa di così forte da portarlo a lasciare tutto quello che era il suo vecchio contesto, fatto di eccessi ed edonismo.
Ho deciso di partecipare al corso “La via del sogno” per poter conoscere Francesco con occhi nuovi, occhi che finalmente riconoscono in quel cambiamento radicale l’agire di Dio nel cuore degli uomini. E quando desideri qualcosa con il cuore aperto il Signore ti dona sempre di più di quanto tu possa mai aspettarti: non solo ho conosciuto Francesco con occhi nuovi ma ho potuto conoscere e riconoscere l’agire di Dio nella vita di tutti coloro che erano al corso: ragazze, ragazzi, sorelle e me stessa.
Da questa esperienza mi porto a casa il cuore pieno di gioia per i doni che Dio ci fa quando gli lasciamo spazio; mi porto a casa la consapevolezza che Dio ci purifica con dolcezza, rispettando tempi e limiti, così che possiamo realizzare i nostri sogni non secondo una logica umana (dell’egoismo) ma secondo una logica di salvezza (divina, misericordiosa, di dono e servizio) che guarda all’oltre.

La vita è più forte della morte

Ecco le testimonianze di due partecipanti al Triduo Pasquale a Casa Laudato Sii! 

 

Ciao! Mi chiamo Giulia, ho vent’anni e vengo da Cantù, in provincia di Como.  Studio architettura a Milano e sono un’educatrice dei preadolescenti in una delle parrocchie della comunità pastorale che frequento abitualmente anche per seguire gli incontri con i giovani. Negli anni delle superiori mi sono riavvicinata al Signore con il desiderio di essere felice e incontrare sguardi sereni. Ho deciso di scendere ad Assisi dopo aver rifiutato ben due inviti. Il primo è arrivato qualche settimana prima del Triduo Pasquale da mia sorella maggiore, il secondo da suor Sara a pochi giorni dall’evento.  Dopo qualche ora passata a pensare alla mia decisione ho preso il telefono e ho scritto a suor Sara per dirle che avevo scelto di partecipare al Triduo Pasquale, in quel momento non potevo rimandare la mia Pasqua del Signore per gli impegni universitari. Avevo bisogno di fermarmi, stare in silenzio, approfondire la fede e crescere nella relazione con il Signore e con coloro che avrei incontrato in casa Laudato Sii. Una delle parole che mi è risuonata più volte durante le catechesi è fiducia: fiducia di Colui che fa nuove tutte le cose, fiducia di Colui che lascia libero l’uomo di scegliere per la sua vita. Gesù sperimenta la fiducia del Padre sulla croce, Lui che non era peccatore conosce e accoglie i nostri peccati e con un grido di fiducia si consegna a Dio, un atto di abbandono filiale.  Ho sperimentato l’amore di Gesù, Colui che ci fa vedere come si ama, vive l’abbandono nell’orto degli ulivi come sulla croce ma non la disperazione. Ogni giorno delle fatiche richiedono uno sforzo intenso e siamo chiamati a vivere la lotta, la stessa che Gesù ha vissuto nel Getsemani; si sente solo, non ha via di fuga, racconta della sua difficoltà nell’accogliere la volontà del Padre, poi si abbandona alla lotta fidandosi di Dio. 

Giulia

 

Sono Lorenzo, ho 24 anni, vivo ad Alessandria e sono un consulente per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono arrivato a questa esperienza dopo un periodo molto faticoso della mia vita, dovuto purtroppo ai “ritmi” del mondo che mi hanno portato a staccarmi un po’ dalla mia relazione personale con il Signore. Visto il periodo non potevo non approfittare dell’invito delle suore Angeline per prendermi un po’ di tempo e per vivere in maniera più profonda il periodo più importante del nostro anno liturgico. La preparazione fatta prima delle celebrazioni quotidiane mi ha permesso di gustare in maniera più profonda i riti, i simboli e i gesti fatti dal celebrante. I momenti che sono rimasti nel mio cuore in questi giorni sono tantissimi, ma sicuramente il primo è avvenuto durante la lavanda dei piedi che ho avuto la fortuna di vivere in prima persona. È stato un momento unico: in quel momento è come se avessi sentito una carezza di Dio che mi ha trasmesso tutto il suo Amore. Il secondo momento significativo è la resurrezione, quando Gesù scende negli inferi per poi tornare tra di noi grazie allo Spirito Santo. Questa immagine mi ha trasmesso tanta gioia, la gioia di rinascere, di avere una seconda possibilità. Dopo un momento buio sicuramente ci sarà la luce e solo la relazione con il Signore ti permette di passare i momenti più difficili della vita. Ringrazio le suore Angeline per avermi dato la possibilità di vivere così intensamente il Triduo Pasquale. Il Signore è risorto, è risorto veramente!

Lorenzo

Voglio vedere il tuo volto

Ecco le testimonianze di tre partecipanti al percorso online Voglio vedere il tuo volto

Ciao, sono Eleonora, una ragazza di 22 anni! Sono originaria della provincia di Treviso ma al momento mi trovo in Scozia, dove frequento l’università (ancora per poco, tra una settimana consegno la tesi!). Studio Film & Media, una roba un po’ particolare. Sono qui per parlarvi nel mio piccolo dell’esperienza che ho vissuto con il corso Voglio vedere il Tuo volto. Mia sorella aveva ricevuto l’invito su whatsapp e la cosa ha incuriosito molto anche me: visto che siamo in un tempo speciale (quello quaresimale) ero alla ricerca di occasioni e momenti che mi aiutassero a dedicare più tempo alla mia relazione con Papà, Dio Padre. A parte la simpatia delle suore – che secondo me sono una vera forza della natura! – il corso si è rivelato effettivamente uno strumento utile per mettere a fuoco certe cose nella relazione con me stessa, con gli altri e con Dio, lasciandomi molto spazio sia per la preghiera personale che per momenti fecondi di condivisione. È sempre bello vivere in comunità la fede e questa è stata un’occasione per farlo, cosa per nulla scontata per me che vivo nel Regno Unito, a maggioranza protestante. Nella sua semplicità, il corso mi ha “costretta” a fare spazio alla meditazione e questo ha innescato un desiderio ancora più grande di vivere la Quaresima in modo nuovo, speciale, riconoscendo che è un momento unico durante l’anno in cui sperimentare l’amore e la misericordia di Dio!

Eleonora

 

Sono Davide Bonini ho 29 anni e vivo a Correggio (RE). Sono artigiano, amo creare con le mani, inoltre mi occupo di varie mansioni all’interno della mia Parrocchia tra cui Educatore. Ho deciso di partecipare a questi incontri perché sono interessanti in quanto formativi; per un educatore e per essere un vero cristiano è utile vedere il vero volto di chi ci ama più di ogni cosa. In questi incontri sono riuscito a cogliere il vero Volto di Cristo. Questi incontri mi hanno reso occhi nuovi per vedere il volto di Cristo nel cuore di chi mi sta intorno e di accogliere la resurrezione come dono di Amore Autentico di Cristo Maestro e Fratello, Figlio del mio stesso Padre.

Davide

 

Ciao sono Mena, vivo a Pozzuoli in provincia di Napoli. Perché ho deciso di partecipare al percorso online di Voglio vedere il tuo volto? Beh, non c’è molto da dire, avevo semplicemente bisogno di farmi un regalo, di quelli che non costano niente ma che ti scaldano il cuore. La prima cosa che ho fatto, è tra le più scontate: ho chiesto di partecipare agli incontri, ho  ricevuto il link e sono entrata nella stanza virtuale. Un saluto veloce con l’allegra compagnia delle Suore Francescane Angeline e con i nuovi e vecchi volti dei miei compagni di questo nuovo viaggio. Voglio vedere il tuo volto è stato un percorso cominciato con una semplice domanda “tu cosa vedi?” a cui per fortuna non abbiamo dovuto rispondere nell’immediato, ma con l’aiuto del buon Dio, guidati dal Vangelo di Marco (6,18.20-23) e di Giovanni (8,1-11). Da una sola domanda ne sono scaturite altre tipo “cosa vedo io?”, “cosa vede Dio?”, “ma io ci vedo bene?”. Ecco la prima di tre tappe di questo percorso fatto di domande, incertezze, riflessioni, ed un sincero invito a reimpostare il nostro  sguardo. Continuando il percorso verso la seconda tappa, il discorso si è fatto anche più difficile con la lettura del vangelo di Marco (10,46-52), nel quale si affermava chiaramente che la cecità, prima ancora di essere dei ciechi, è di chi non vuole vedere. Se  è cosi, tutto cambia, le parti si invertono e anche chi possiede la vista può essere cieco così come chi è non vedente può vedere chiaramente senza sbavature o storture. Ma com’è possibile tutto questo? E qual è l’organo del corpo umano che permette tutto questo, se per vedere non basta più, solo la vista? Eccoci dunque arrivati alla terza e ultima tappa del percorso Voglio vedere il tuo volto, la tappa delle risposte, che si sa non arrivano da sé; per trovarle, ci siamo lasciati guidare ancora una volta dal vangelo di Marco (8,27-33). I nodi vengono al pettine, la matassa si scioglie, i dubbi sopiti, le paure placate, gli errori perdonati, sollevato il velo di maya. Nella semplice legge del solo l’amore resta, l’amore di Cristo morto in croce e risorto per noi. Per capire questa legge d’amore di Dio abbiamo bisogno di spalancare il nostro cuore e di pensare secondo Dio, non secondo gli uomini. Nel sottile rapporto in cui la ragione umana si lascia guidare dall’amore di Dio. “Credo per capire e capisco per credere” perché “il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce”.

Mena

Fidati, Dio sa quello che fa!

Ciao, mi chiamo Mariachiara, ho 30 anni e vivo in provincia di Milano.

Nella vita sono un’insegnante di matematica e scienze alla scuola secondaria di I grado… anche se mai avrei immaginato di diventarlo!!

Sono sempre stata una ragazza credente e desiderosa di coltivare la propria fede, tuttavia, il mio percorso da ragazzina e poi adolescente in parrocchia, non è stato molto fortunato… l’ambiente del mio oratorio era molto “chiuso” e io non sono mai riuscita a costruire legami e relazioni forti nelle quali crescere insieme. Tuttavia, in me sentivo come un “fuoco” che mi spingeva ad uscire fuori dagli schemi e a cercare quel Dio che tanto mi attirava. Così, dai 18 anni ho iniziato a vivere alcune esperienze diocesane per i giovani (esercizi spirituali in Avvento e in Quaresima, campi servizio Caritas, coro giovani diocesano, GMG, ecc.). Sono state tutte esperienze che mi hanno aiutato ad aprire lo sguardo e ad accorgermi delle mille possibilità che esistevano al di fuori di quel contesto paesano che mi era così stretto.

Dal 2013 al 2015, per motivi di studio, la vita mi ha portata nella città di Torino, dove ho costruito relazioni forti e dove ho avuto la fortuna di poter continuare a camminare nella fede grazie alla realtà del Sermig, dove ero ospitata. Sembrava tutto andare a gonfie vele fino a quando, nel 2015, ho vissuto un momento di crisi personale molto forte. Su consiglio della mia guida spirituale di allora, sono andata ad un corso ad Assisi presso le Suore Francescane Alcantarine, dal titolo “Alzati e cammina”.

Durante quel corso ho avuto occasione di vivere il sacramento della riconciliazione in Porziuncola… quell’esperienza di misericordia ha cambiato radicalmente la mia vita. Piena di entusiasmo, ho desiderato avvicinarmi alla realtà francescana entrando a far parte della Gi.Fra., un cammino di discernimento vocazionale sui passi di S. Francesco e S. Chiara.

Nel 2017 ho scelto di frequentare il corso vocazionale dei Frati Minori a Torino e lì ho conosciuto la prima suora francescana angelina: suor Cristina, con la quale ho anche vissuto l’esperienza della Marcia Francescana del Nord Italia, l’estate dello stesso anno.

Parlando con lei, sono rimasta incuriosita, così ho accolto l’invito a partecipare al campo servizio “Marta e Maria” organizzato dalle suore a Roma quella stessa estate.

È stata un’esperienza che mi ha affascinata moltissimo… il servizio è sempre stato un punto molto caro alla mia vita… ma soprattutto, da subito mi sono sentita accolta e a casa. Sono nate subito relazioni di amicizia forti che durano ancora oggi e, dopo quella esperienza, ho scelto di continuare a camminare con le Suore Francescane Angeline, non senza difficoltà, sempre più attratta dal carisma della loro fondatrice, Madre Chiara Ricci. Sono nati così legami importanti che in questi anni mi hanno formata e aiutata a crescere nella fiducia in un Dio sapiente, Signore del tempo e della storia, permettendomi di fare scelte che mai prima nella vita avrei pensato di poter prendere, come lasciare il mio lavoro sicuro di chimico per diventare insegnante!! Devo all’accompagnamento di suor Cristina e delle sorelle Angeline una parte significativa della mia crescita.

Più vado avanti in questa frequentazione, più mi accorgo che l’esperienza di fede di Madre Chiara ha davvero parlato e parla ancora profondamente alla mia vita e allora, con la sua stessa fiducia, cerco di custodire nel cuore, in ogni circostanza quotidiana, le parole che lei spesso ripeteva: “Dio che sa quello che fa”!

Mariachiara

 

Una storia intrecciata con la mia

 

Ciao, sono suor Sara, originaria di Correggio (RE), terra da cui ho preso l’amore per la musica, per il buon cibo, per la compagnia e per gli spazi aperti… Due sono le mie più grandi passioni, ereditate dalla mia famiglia: la musica, appunto, (mi piace tantissimo suonare la chitarra) e la montagna o meglio, le Dolomiti. 

Il 30 dicembre 2001 entravo per la prima volta in casa Angelina, esattamente qui dove ora vivo: “Casa Laudato Sii”. Ero ad Assisi con alcune mie amiche per partecipare al corso Vocazionale, ignara di quello che sarebbe successo…  Incontrai gli occhi di una suora e rimasi fortemente colpita da quello sguardo, tanto da dire a me stessa: “Devo conoscere quella suora”. E così, in un modo un po’ buffo (avevo 18 anni!!!) mi avvicinai a lei e, non sapendo bene cosa dirle, me ne uscii con “Ciao, io sono Sara e… ti stimo”. Puoi immaginare la reazione di quella suora… Comunque poi mi ritrovai a casa sua, insieme ad altri ragazzi, a bere il caffè con la mitica “cremina angelina”!

E da subito mi sentii a casa, in famiglia. Dopo un paio di mesi decisi di tornare ad Assisi per condividere con sr Roberta (così si chiama quella suora) le risonanze del corso Vocazionale, intuendo che il Signore Gesù stava iniziando ad affascinare il mio cuore, soprattutto attraverso la Parola di Dio e… il colore marrone! In realtà ero già accompagnata nel cammino di fede da un sacerdote del mio paese, ma sentivo il desiderio e la necessità di confrontarmi anche con una donna, e di approfondire il tema “vocazione”.

Così iniziai a frequentare le suore Francescane Angeline inizialmente scendendo ad Assisi di tanto in tanto (frequentavo la V superiore e avevo scuola anche il sabato), poi, iniziato il percorso universitario in Educatore professionale a Bologna, avevo la possibilità di scendere almeno ogni 2 mesi. È stato un tempo, quello, molto ricco, denso, in cui il Signore ha messo in gioco tutta la sua arte di Gran Corteggiatore, nel rispetto di quella che era, ed è, la mia persona, il mio carattere. E così mi scoprii innamorata di Lui, tanto da volergli consegnare la mia giovane vita, senza perdere tempo. Il 4 ottobre 2002, all’età di 20 anni, entrai nella famiglia delle Suore Francescane Angeline, che già da un paio d’anni era diventata sempre più la mia famiglia…

E ora da alcuni anni vivo qui a Santa Maria degli Angeli dove, insieme ad altre consorelle, svolgiamo il servizio di Pastorale Giovanile-Vocazionale, prendendoci cura dei giovani che arrivano e che si interrogano sul senso della loro vita, alla ricerca della Felicità con la F maiuscola. È bello per me poter restituire a Dio quanto, 20 anni fa, mi ha donato proprio attraverso sr Roberta e le altre suore che mi accolsero e furono per me “madri”.

Cosa centro con questo blog? Mi occupo delle rubriche “UNomeunaPromessa” e “Qui la mano, Dio!”, animata dal desiderio di suscitare in te la stessa passione per la Parola di Dio con cui Dio stesso mi ha attirata a Sé. 

Concludo con qualche piccola curiosità…numerica.

Quest’anno lo definirei il mio “20 + 20”: a ottobre saranno 20 anni vissuti con la mia famiglia di origine a Correggio e 20 anni vissuti con le Suore Francescane Angeline.

Quest’anno ricorre il 20° anniversario della nascita degli Amici di Madre Chiara ed esattamente 20 anni fa ero tra i primi giovani che accoglievano nelle loro case un’iconcina di Madre Chiara con l’impegno di pregare affidandoci alla sua intercessione di madre.

Grazie, Signore, per questa storia che hai voluto tracciare intrecciandola anche con la mia!

Suor Sara

 

Dio mi ha preferito alla non esistenza

Mi chiamo Fabiola, ho 26 anni, sono di origine siciliana, sono un’infermiera, vivo a Bologna. Sono sempre stata una ragazza credente, inserita in parrocchia tra catechismo e gruppo giovani, la tipica brava ragazza di fede. Ho sempre frequentato la Chiesa fin da piccola ma non pensavo di fare le cose di Dio senza Dio.

Nel 2017 ho vissuto un periodo personale molto difficile, pensavo che il mondo mi crollasse addosso, che tutti ce l’avessero con me senza una via d’uscita nonostante credessi in Dio. Mi sentivo provata, interiormente avevo la sensazione di essere in un baratro, di non potercela fare, di sprofondare, di volermi aggrappare a qualsiasi cosa ma niente mi dava pace e/o mi appagava.

È in questo buio che è arrivata la luce: un invito da parte di un’amica per partecipare al Corso Zero ad Assisi. In realtà, desideravo da un po’ di tempo visitare questa città quindi ignara di ciò che poteva essere il corso, ho accettato l’invito per poter fare la turista e, per la prima volta sono approdata ad Assisi, ho conosciuto il mondo francescano grazie ai frati e alle suore.

Era il marzo 2017 quando ho partecipato al Corso Zero, quando la mia vita e la mia fede hanno avuto una svolta importante perché quello che io percepivo come fallimento e buio, per il Signore era la via di salvezza.

Dio mi stava parlando usando il mio linguaggio, mi sono sentita presa per mano, qui ho capito che “Dio mi ha preferito alla non esistenza”. Forse per la prima volta, grazie a questo corso, ho incontrato il Signore, io non ho fatto nulla, il Signore ha guardato la mia vita, Lui ha fatto il primo passo, mi aspettava lì, ha ascoltato il mio desiderio (voler visitare la città di Assisi) ma ha operato a modo Suo.

Gli occhi del Signore hanno incrociato i miei durante l’adorazione davanti al crocifisso di San Damiano, quegli occhi aperti erano rivolti verso me, mi stavano parlando e non potevo essere indifferente a questo sguardo.

Il Signore si è fatto incontrare così, nella mia debolezza, nella mia fragilità, nei miei fallimenti, nel mio vittimismo, nel mio buio, mi ha mostrato di avere un amore immenso e fedele verso di me.

Andare ad Assisi mi ha messo nel cuore quel desiderio di conoscere meglio e più affondo San Francesco, mi affascinava tanto vedere come questo ragazzo ha deciso di lasciare tutto e di seguire il Signore e, da allora, ho cominciato a mettermi anche io in cammino.

Il vero cammino me l’ha insegnato l’esperienza della marcia francescana vissuta nel 2018 con la regione Sicilia, camminare nei luoghi della mia terra natìa mi ha spalancato il cuore e mi ha smosso i piedi, mi ha scomodato e mi ha costretto ad andare in profondità, non rimanere in superficie ma andare in quelle porte chiuse del mio cuore.

È grazie a questa esperienza che ho conosciuto per la prima volta le suore francescane Angeline, in particolare è stata importante la presenza di suor Margherita che si è fatta compagna di cammino, lei mi ha sostenuto nei tratti più difficili perché durante il cammino la strada mi ha messo davanti salite e discese inaspettate.

Da questo momento ho iniziato a frequentare le suore Angeline, in particolare casa Laudato sii ad Assisi, ho partecipato ad altri corsi e iniziative per giovani, non potevo più essere indifferente all’incontro avuto con il Signore e così ho scelto di camminare con Lui, di mettere da parte me stessa per farGli spazio.

Grazie alla disponibilità e all’accoglienza di questa fraternità, il mio cammino di fede si è fatto sempre più serio e più profondo. Quel Dio che avevo incontrato anni prima, si è mantenuto fedele, non mi ha imposto niente, mi ha reso una figlia libera, mi ha fatto sperimentare che mettendo Dio al primo posto nella mia vita, tutto il resto era al posto giusto.

Il Signore mi ha fatto camminare tanto, nonostante la fatica, mi ha stravolto e mi ha fatto fare passi per me impensabili, con la Sua fedeltà mi ha cambiato la vita e mi ha resa più ricca, piena di gioia, con una vita bella degna di essere vissuta ogni giorno. Come i Magi, il Signore mi ha invitata a mettermi in cammino e a seguire la stella, a fare “Piccoli Passi Possibili”.

Riconosco di aver ricevuto tanta grazia di Dio anche attraverso gli insegnamenti di Madre Chiara Ricci, fondatrice delle Angeline. In particolar modo, l’esperienza vissuta a Castelspina, dal 5 al 7 novembre 2021, luogo dove tutto ebbe inizio, dove si è formata la spiritualità di madre Chiara, e luogo che ha visto nascere la prima fraternità Angelina, mi ha permesso di conoscere più da vicino la storia di questa donna, il suo stile di vita e la sua vocazione.

Madre Chiara mi insegna a guardare a Dio in ogni cosa, come lei, ogni giorno, prego la Parola di Dio quotidiana, un momento diventato indispensabile per poter incontrare il Signore, così come la consapevolezza che per me l’altro, soprattutto lo sperimento a lavoro nei pazienti, è presenza di Dio.

Madre Chiara ha incontrato il volto di un Dio Provvidente, Lui che si prende cura di me, infatti se oggi riesco ad ascoltare i desideri del mio cuore e capire cosa voglio lo devo al Signore che piano piano con tanta pazienza mi aiuta a far venire fuori il meglio di me, mi aiuta a prendere delle scelte sovrane che danno spessore alla mia vita.

La vita di Madre Chiara mi lascia la sensazione di conoscere questa donna da tanto tempo, di ritrovarmi nel suo modo di essere-fare-pensare e mi spinge a desiderare di vivere il Vangelo con la consapevolezza che “Dio sa quello che fa”. Lei si fidava tanto di Dio, lo testimoniava con la sua vita e con abbandono fiducioso mi invita a fare lo stesso anche a me. Lei aveva un cuore umile, era per le piccole cose ed è proprio nella piccolezza che Dio si manifesta.

Ringrazio il Signore per questa testimonianza di vita, un esempio da tenere vivo, una spiritualità che ritrovo sempre nelle suore francescane Angeline che mi accompagnano e mi accolgono come se fossi a casa. Oggi sento nel cuore la gioia, la gratitudine e la consapevolezza di essere figlia amata di Dio, come Madre Chiara, mi sento tanta fortunata ad aver incontrato il Signore e desidero che ogni persona possa avere questo incontro, basta volerlo, essere disponibile e aprire il cuore al nuovo. Camminando ho compreso che “Dio non esaudisce i miei desideri ma realizza le sue promesse” se io Glielo permetto: Dio mi stupisce.

E allora a te che leggi buon cammino! 

Fabiola

Dove ha diretto i suoi passi

Sono Graziella, dal 2013 suor Graziella, forse mi conosci così.

Sono originaria di un paese della provincia di Salerno: Bellizzi. Per intenderci, un paese vicino Battipaglia la patria della Mozzarella di bufala campana dop!

Graziella e la sua famiglia

Con la mia famiglia, qualche annetto fa!

Sono seconda delle tre figlie, tutte femmine, che i miei genitori hanno avuto! Loro, i miei genitori, sono entrambi di un paesino del Cilento, e questo va detto, perché il suono della mia voce e il gusto delle pietanze che cucino -per pochi, non sono una grande chef!- è impregnato di quella terra!

“Da piccola” proprio non immaginavo di diventare suora. Sarei tentata di scrivervi l’appellativo usato in Campania per riferirsi alle suore, ma l’ometto… certe cose si dicono di persona.

Da sempre sono molto vivace, ho il tono della voce un tantino alto e parlo molto. (Vedere per credere, provate a passare per Santa Maria degli Angeli!). Ho diversi interessi e tante piccole passioni, alimentate da un desiderio profondo di imparare da tutto ciò che mi circonda. Ma veramente tutto… mi viene in mente un periodo dell’adolescenza nella quale ho ascoltato per un po’ i Metallica e gli ACBC. Non mi piacevano affatto, ma un vicino di casa li adorava e mi son fatta prestare qualche cd per capire cosa ci trovasse. Non è stato facile ascoltarli, troppo distanti da me, ma per un po’ mi sono messa nei panni di quel ragazzo (Matteo)… sì, a lui potevano piacere, a me no! CD restituiti!

Sono intuitiva e pratica. “Da piccola” aiutavo papà in casa a riparare qualsiasi genere di cose, mi divertivo tanto a smontare, provare ad aggiustare, rimontare…  così fino all’ultimo anno del liceo “ero certa” avrei continuato gli studi iscrivendomi a Ingegneria meccanica! Eppure, avevo frequentato il liceo classico, per il desiderio di comprendere le cose nel loro contesto: un’attività sul Risorgimento vissuta in terza media aveva alimentato questo interesse.

Graziella con gli amici della parrocchia

Uno stralcio di vita parrocchiale

Ad un certo punto, al terzo anno, che all’epoca si chiamava ancora I liceo, ho iniziato a tornare in parrocchia. Devo ringraziare i pressanti inviti di alcune ragazze (che sono divenute poi care amiche) che con la gioia nel cuore mi hanno ripetutamente ricordato gli appuntamenti settimanali dell’Azione Cattolica parrocchiale, da non perdere! Io ero scettica, ormai da un po’ non frequentavo la parrocchia, tranne le domeniche in cui non riuscivo a evitare le attese della mia mamma. Ma a quell’età -l’adolescenza- si sveglia nel cuore un desiderio, un’inquietudine, che non ha ancora una forma, ma è sì una spinta… una forza… e l’ho seguita. (EVVIVA!)

Il Signore, che fa bene ogni cosa, ma proprio ogni (vivere per credere), mi ha donato di entrare in parrocchia, ormai grande per sceglierlo io, nell’anno del Giubileo del 2000! Non saprei come raccontarvi la pienezza di quei giorni, di quegli incontri, la gioia, la scoperta della misericordia, della Chiesa, della storia dei Santi che ci hanno preceduti. Così ho iniziato a fare esperienza di un gusto saporito, buono… vero.

Sappiate solo questo… non è bastato!

L’anno successivo, dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima, lungamente desiderato, un grande dubbio ha invaso il mio cuore: davvero Dio esiste?

La cappella di Salerno

La Cappella universitaria di Salerno dove ho conosciuto le Suore Francescane Angeline

Qui non posso dire altro che questo: il desiderio di verità, la ricerca del senso e del significato della vita è stato così grande, ma così grande, che ho lasciato perdere il progetto di iscrivermi a ingegneria. Mi son fatta forza e coraggio per prendere le distanze da un’aspettativa della famiglia, ho deciso e ho comunicato ai miei genitori la mia scelta: mi sarei iscritta a Filosofia. (Ringrazio chi in quel periodo mi ha accompagnato: non è stato semplice fare chiarezza).

Sorrido! Che pazzia! E poi… rendo grazie, perché non è lì che ho trovato le risposte che cercavo: la verità! E non è stato facile ammettere che, come essere umano, ho tanti, ma tanti limiti. Che la razionalità è limitata, che la volontà è limitata, che il corpo è limitato, che il mio tempo è limitato.

Diverse volte sono caduta in questo pensiero che oggi chiamo tentazione, di assolutizzare i limiti, e tutte le volte nella caduta ho fatto l’esperienza di ciò che resta davvero: TU, la verità, non una cosa, ma un Chi. TU che proprio nella caduta mi vieni incontro e mi accetti, mi accogli, mi ami, così come sono. Mi rialzi, mi dai occhi nuovi per guardare intorno a me e anche dentro di me.  

Tu, origine della vita, mi dai di nuovo Vita e mi doni di riconoscere il dono che io sono! (questo non è solo per me…)

E rendo grazie…perché questo Tu – che è Padre e Figlio e Spirito Santo – mi è venuto incontro diverse volte, di molte ricordo la data, proprio come quando incontri Qualcuno che ti cambia la vita! Ogni giorno ho numerose occasioni di incontrarlo (e a volte le spreco!)… e ogni volta in questi incontri scopro qualcosa in più di Lui e qualcosa in più di me:

  • Scopro che sono figlia, guardando la sua cura paterna per me,
  • scopro che sono sposa, guardando Lui “il più bello dei figli dell’uomo” che volge il suo sguardo su di me
  • scopro che sono sorella, resa figlia grazie a Gesù, di una moltitudine di fratelli
  • scopro che sono madre, nei fratelli che attendono di vedere il Suo volto
  • scopro che nell’incontro con Lui ricevo dallo Spirito uno sguardo nuovo, misericordioso, originale, vivo…

Tutto il resto dipende da questo…

Allora se oggi sono suora, sono suor Graziella, sono una Suora Francescana Angelina, è solo perché quando ho iniziato ad arrendermi a questo amore e a non vivere più con la paura di essere chiamata proprio io, ma con la gioia di essere scelta proprio io… ho trovato qui, tra le Francescane Angeline, la mia casa. Ma questa è un’altra storia!

Vi saluto con una Parola che qualche anno fa il Signore ha fatto risuonare per me:

“Dove ha diretto i suoi passi il tuo amato,

perché lo cerchiamo con te?” Ct 6,2

Buon cammino!

Una Casa condivisa

Signore, insegnaci a pregare – Testimonianze

Ecco le testimonianze di due partecipanti al percorso online Signore, insegnaci a pregare

GianlucaMi chiamo Gianluca, ho 19 anni e vivo a San Gottardo in provincia di Vicenza. Non conoscevo né le suore Francescane Angeline, né le iniziative della Pastorale Giovanile. Ho visto nelle storie Instagram di un mio amico, Matteo, la notizia del percorso online “Signore insegnaci a pregare” e ho pensato di fare questa esperienza innanzitutto per me stesso e per rafforzare la fede in Dio. Ho quindi deciso di informarmi scrivendo direttamente al profilo della PGV e mi hanno invitato a partecipare.

L’incontro, vissuto in videochiamata insieme ad altri ragazzi, è stato molto istruttivo, educativo e straordinario: mi ha permesso di conoscere nuove persone condividendo la Parola, la preghiera dei Salmi di Gesù e di Dio; è stato inoltre davvero molto bello conoscere suore fantastiche molto affiatate tra loro e sempre interessate a noi. Mi ha emozionato che ci domandassero sempre come stavamo, che si preoccupassero per noi; questa attenzione nei nostri confronti sembra un niente però è stata di grande supporto per chi vive in casa da solo e partecipa anche per la compagnia.

La cosa che mi è piaciuta di più di questo bellissimo percorso è stata il fatto di parlare insieme di Dio, di condividere i pensieri di preghiera che arrivavano dal cuore di ognuno di noi e di poterci conoscere, anche solo virtualmente. È stata davvero un’ottima iniziativa: complimenti davvero!

Mi sono davvero emozionato più di una volta e mi è piaciuto tantissimo il fatto che dovessimo scrivere un nostro pensiero su quella frase o su quella parola del Salmo che ci aveva colpiti in maniera straordinaria e dopo condividerlo con tutti.

Gianluca

MariachiaraSono Mariachiara, ho 28 anni, vivo in provincia di Brescia e lavoro nell’ambito della formazione professionale giovanile. Ho conosciuto le suore Angeline qualche mese fa, quando, con il mio fidanzato ho partecipato al corso vocazionale SOG. Che dire? In pochi giorni l’equipe dei frati e delle suore, è riuscita “ad accendere la luce nella cantina del mio cuore”: quanto caos, sporcizia e cose inutili ho visto!!

In modo particolare mi sono resa conto di non essere in grado di lasciarmi amare da Dio in modo gratuito (e allo stesso tempo di non essere in grado di amare chi mi sta accanto). Anche se la prima tentazione è stata quella di spegnere la luce della cantina e far finta di niente, ho scelto di ascoltare il desiderio di una vita bella e piena dell’Amore di Dio. Per questo motivo ho chiesto alle suore Angeline di potermi accompagnare in un cammino di conoscenza di me stessa e di Dio Padre.

Oltre all’autentico ascolto e confronto individuale, le suore mi hanno offerto la possibilità di partecipare al percorso online del 13,20,27 Ottobre dal titolo “Signore, insegnaci a pregare!”, un itinerario per imparare a crescere nella relazione con il Signore. Ho accolto volentieri la proposta, perché mi sono detta “come posso fidarmi di Dio se non lo conosco? Se non ho una relazione vera con Lui?”. È così che nelle tre serate, io ed ad altri giovani di tutta Italia, siamo stati condotti per mano nella preghiera di supplica, ringraziamento e lode per mezzo dei Salmi.

Ogni settimana ci sono stati dati degli strumenti concreti per iniziare a metterci in relazione con il Signore. In modo particolare ho potuto notare come il Signore ha parlato in modo diverso ed unico ad ognuno di noi!! è proprio vero che Egli non ci ama “tutti” come se fossimo una “massa” ma ama “ognuno” nella singolarità e unicità di figlio prediletto.

Grazie Suore Angeline per averci offerto questa preziosa opportunità. Che il Signore possa continuamente ravvivare in tutti noi il desiderio di stare con Lui e conoscerlo sempre più.

Buona preghiera a tutti.

Mariachiara